In questo sito non vengono utilizzati cookies per raccogliere informazioni personali in modo diretto ma alcuni elementi di terze parti potrebbero anche utilizzarli.
Cliccando su "approvo", navigando il sito o scorrendo questa pagina confermi di accettare i cookies (che ricordiamo possono essere sempre disabilitati dalle impostazioni del tuo browser).

Leggi come vengono utilizzati i cookies su questo sito

Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell'economia

Io Sono Cultura 2026 - La cultura è molto più di un settore economico: è una forza che genera valore, innovazione e coesione sociale



pubblicata il 27/07/2026


Cultura e bellezza in Italia sono tratti identitari radicati nella società e nell’economia. Da qui il titolo del rapporto Io sono cultura, e grazie alla loro forte relazione con la manifattura hanno dato vita ad una delle più forti identità produttive del mondo, il made in Italy. Oggi le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana; non solo perché i dati dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo a tutti i settori economici che beneficiano del processo di culturalizzazione dell’economia grazie anche al contributo innovativo Embedded Creatives, ovvero i professionisti culturali e creativi che operano al di fuori dei settori che costituiscono il Core cultura. Io sono
cultura annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. I dati dimostrano che la cultura è uno dei motori della nostra economia; lo studio propone dati e storie ed è realizzato grazie al contributo di molte personalità di punta nei diversi settori.
Il rapporto, arrivato alla sedicesima edizione, è realizzato congiuntamente da Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, da Fondazione Symbola e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura. È stato presentato, con i saluti di Giovanni Cannata, Rettore Universitas Mercatorum, da Ermete Realacci, presidente della Fondazione
Symbola; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Ernesto Lanzillo, presidente di Deloitte & Touche S.p.a; Beniamino Quintieri, presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale. Ne hanno discusso Alfredo Accatino, presidente Filmmaster; Thalita Malagò, direttrice generale e consigliera delegata IIDEA; Raffaele Ranucci, amministratore delegato Fondazione Musica per Roma; Giampiero Di Carlo, Founder e CEO Rockol. Ha moderato i lavori Manuela Rafaiani, giornalista e CDA Fondazione Symbola.
I dati riferiti al 2025 confermano la solidità del Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) italiano come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale del Paese. La filiera - tra professionisti, imprese, terzo settore e pubblica amministrazione - ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 5,7% dell'economia nazionale, con una crescita del +3,3% rispetto all'anno precedente. Gli occupati sono quasi 1,54 milioni, pari al 5,7%
del totale, con un incremento dell'+1,7% rispetto al 2024. Un valore che si estende oltre la ricchezza direttamente prodotta: ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PIL italiano.
La crescita ha interessato entrambe le componenti del sistema. Da un lato il Core Cultura, che nel 2025 genera 66,8 miliardi di euro di valore aggiunto e cresce del +3,2% rispetto all’anno precedente; dall’altro gli Embedded Creatives, ossia i professionisti culturali e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali, che producono quasi 49 miliardi di euro e registrano una crescita del +3,4%. Numeri che raccontano una forza economica rilevante, ma che rimandano anche a qualcosa di più profondo: la capacità della cultura di produrre innovazione, relazioni, inclusione, identità e fiducia, ingredienti essenziali della competitività italiana.
Tra i domini del Core Cultura, Software e videogiochi si confermano il principale generatore di valore e occupazione, seguiti da Editoria e stampa e da Architettura e design che, nel 2025, tornano entrambe a crescere. Performance positive interessano anche gli altri comparti, confermando come lo sviluppo del sistema culturale e creativo sia sostenuto tanto dalle attività più innovative quanto da quelle tradizionali.
L’analisi territoriale conferma la forte concentrazione delle attività culturali e creative nelle regioni del Centro-Nord e nelle principali aree metropolitane, ma mette in luce anche la crescente capacità di numerosi territori di valorizzare la cultura come elemento distintivo del proprio modello di sviluppo.
Il Lazio si conferma la regione con il più elevato livello di specializzazione culturale e creativa, con un’incidenza del SPCC pari all’8,1% dell’economia regionale, seguito dalla Lombardia, che mantiene la leadership nazionale in termini di dimensione economica con oltre 33 miliardi di euro di valore aggiunto generati dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo.

Per info https://symbola.net/ricerca/io-sono-cultura-2026/

0

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTACI




VALUTA QUESTA
PAGINA

VOTA


Chiudi social
SOCIAL E CONTATTI

Condividi su


oppure seguici su

Facebook YouTube
Newsletter
iscriviti alla newsletter
Telefono
chiamaci
oppure vai alla
sezione contatti