In questo sito non vengono utilizzati cookies per raccogliere informazioni personali in modo diretto ma alcuni elementi di terze parti potrebbero anche utilizzarli.
Cliccando su "approvo", navigando il sito o scorrendo questa pagina confermi di accettare i cookies (che ricordiamo possono essere sempre disabilitati dalle impostazioni del tuo browser).

Leggi come vengono utilizzati i cookies su questo sito

ISTAT - Ritardo dell'Italia nelle competenze digitali

L’Istat da quasi vent’anni documenta lo sviluppo della società attraverso due indagini specifiche, una sugli individui e l’altra sulle imprese



pubblicata il 07/08/2024


In coordinamento con gli altri Istituti europei di statistica, l’Istat da quasi vent’anni documenta lo sviluppo della società dell’informazione in Italia attraverso due indagini specifiche, una sugli individui e l’altra sulle imprese. Le stime prodotte sono utilizzate dalla Commissione europea per valutare i progressi degli Stati membri nella digitalizzazione e, dal 2021, rientrano nel sistema di monitoraggio del programma strategico europeo “decennio digitale 2030”. Tale programma è articolato in quattro assi d’intervento: capitale umano, imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture. A ognuno di tali assi è associato uno specifico set di indicatori.

Secondo dato report, le competenze digitali degli italiani nel corso del 2023 si collocano circa 10 punti sotto la media europea. La quota più elevata di occupati con competenze digitali almeno di base si osserva nei Servizi di informazione e comunicazione e nelle Attività finanziarie e assicurative (circa 80%), mente i settori in cui si osserva il maggior ritardo sono quelli dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (32,5%) e delle Costruzioni (43,8%).

Nonostante si sia riscontrato un interessante progresso: 155mila specialisti ICT, il 19% in più rispetto al 2019, la tendenza è sempre inferiore a quella europea che corrisponde al +24,1%; difatti, in Italia la quota dei laureati nelle discipline ICT è passata dall’1,3% del 2019 all’1,5% del 2022, a livello europeo dal 3,9% al 4,5%.

Nel settore ICT, il più attivo nella formazione informatica, emergono ritardi da parte delle imprese italiane che durante l’anno 2021 hanno erogato formazione ICT al personale per il 54,7% verso il 65,3 di quelle europee; La quota di personale che ha seguito attività di formazione in questo ambito tra il 2018 e il 2022 è passata dal 16,9% al 23,9%.

Uno degli obiettivi del programma europeo è di portare entro il 2030 all’80% la quota di popolazione tra i 16 e 74 anni con competenze digitali almeno di base in tutti e cinque i domini definiti dall’attuale Quadro di riferimento delle competenze digitali. Nel 2023 nel nostro Paese solo il 45,9% degli adulti possiede competenze digitali adeguate, oltre un terzo (36,1%) ha competenze insufficienti e il 5,1%, pur essendo utente di Internet, non ha alcuna competenza.

Per maggiori informazioni consultare il seguente link.

Informazione a cura del Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio Rieti-Viterbo. Per info: pid@rivt.camcom.it

0

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONTATTACI




VALUTA QUESTA
PAGINA

VOTA


Chiudi social
SOCIAL E CONTATTI

Condividi su


oppure seguici su

Facebook YouTube
Newsletter
iscriviti alla newsletter
Telefono
chiamaci
oppure vai alla
sezione contatti